La cultura mediterranea

Lo spirito della mediterraneità esula da una semplice declinazione artistica pervadendo ampi spazi di ingerenza della cultura dell'uomo. Dalla letteratura antica alle moderne architetture, Mediterraneo significa estetica, significa linguaggio, regola, proporzione, equilibrio.


Il modello culturale mediterraneo ha origini antichissime. Tale antichità ne qualifica e nobilita i contenuti, compendio di una maturazione legittimata dal trascorso dei secoli. I genitori della nostra antica cultura sono il mare, il sole, i colori e i sapori pastello, i profumi della nuda terra. A tutto questo si viene poi a sommare l'uomo con le sue attività, le sue forme sociali, con la sua produzione artistica. Mediterraneo è un'elaborazione sensibile e fenomenologica che sublima nei cinque sensi.

Il Mediterraneo suscita spontaneamente una propria figuratività. Antiche rovine in riva al mare, lunghe spiagge, muri a secco sotto il sole cocente, borghi in cima alle montagne immerse in un turchese senza nuvole. Mediterraneo è il volume puro, la superficie liscia, il bianco candido, il travertino millenario eroso dalla sabbia. Al tempo stesso è scenario e paesaggio. Questa figuratività culmina nella sua arte: colori pastello e poco saturi, lunghe prospettive, un dato rapporto pieni-vuoti, un dato rapporto orizzontali-verticali. Culmina nell'artigianato locale e nell'eleganza degli abbinamenti, negli accostamenti, nelle tele, nei passeggi fatti di gente, di voci in dialetto, di strade strette e coperte di basalti. Mediterraneo è sapore. L'olio, il vino, il pane, il formaggio, gli aceti. Prima di essere tavola il Mediterraneo è terra prospera che culmina nel piacere del corpo che ne gode i frutti. Mediterraneo significa anche odori e fragranze, suggestioni, ricordi, emozioni. I limoni della costiera, gli agrumi dell'entroterra, i frantoi di campagna, la salsedine dei viali di lungomare: è benessere eletto piacere del corpo e dell'anima. Al tatto il Mediterraneo è caldo, liscio, poi ruvido, poi secco, poi umido o temprato. Un semplice pugno di sabbia colto dalla riva o il travertino di una piazza italiana producono sensazioni che narrano una storia millenaria. Il dialogo con il materiale è nella nostra essenza di popolo del mare: non ci fastidia tutto ciò che è eroso né il colore quando schiarito dal sole. Un sasso, proprio quando antico, ci fa pensare a casa. Il brutalismo impattante ci molesta, il colore acido non ci rasserena. Per nostra natura, l'accostamento elegante è necessariamente sensibile, tenue e delicato.

Tante di queste innumerevoli suggestioni trionfano e concludono in un modello culturale che ci abbraccia e ci recinge come fosse una terra madre. Un modello culturale che unicamente sublima un congiunto di impressioni connaturate entro noi stessi, che dà vita e potenza a quanto già ci circonda, senza creare niente, usando una base semplice e presente, creando tanto dal poco, deflagrando come fa un'enorme potenza detonata dal semplice contatto.